illustrazione con AI
PREGI, TALENTI & QUALITÀ
A volte sembra che si passi tutta la vita alla ricerca di un po’ di autostima. L’autostima è il livello di valutazione di sé che deriva dalla percezione della propria persona. In adulti e bambini si può notare, talvolta, un atteggiamento di sopravvalutazione (quando si individuano solo i pregi) o di sottovalutazione (quando ci si focalizza solo sui difetti).
Come persone e come insegnanti dovremmo puntare sullo sviluppo della valutazione critica: essere in grado di considerare serenamente sia le risorse che i limiti.
Riconoscere le proprie qualità è un primo passo in questa direzione.
Scrivi:
- Fai un elenco delle tue qualità.
- Man mano che le elenchi, chiediti:
- Quante ti sono utili e utilizzi nel tuo lavoro?
- Quante potresti utilizzare in un altro lavoro?
- Quante facilitano il tuo rapporto di coppia?
- Quante sono considerate qualità anche dagli altri?
Per facilitarti il lavoro, puoi utilizzare una “Tabella delle Qualità”
| Qualità | Utili (nel lavoro) | Riconosciute | Apprezzate | Facilitano le relazioni | Potrei utilizzarle in altro modo |
| Curiosità | Sì (mi fa venire voglia di studiare) | Sì | No (troppo curiosa. Troppe domande. Rompo.) | No. Il mio ragazzo dice che lo controllo. Gli amici si stufano di troppe domande. | Sì. Fare l’investigatrice, la giornalista, la ricercatrice. |
| … |
(Aggiungi qui le altre tue qualità seguendo lo schema della tabella)
Suggerimento di Lavoro: Guardarsi Dentro
È difficile trovare qualcuno che, a ragione, parli dei suoi pregi o riconosca per iscritto le sue qualità. Perché? Lo fanno solo gli spocchiosi, quelli che vogliono far credere al mondo di essere i migliori? Coloro che hanno innumerevoli doti e virtù, il più delle volte, tacciono. Perché? Veramente non le riconoscono? Falsa modestia? Paura che qualcuno li contraddica o inizi ad elencare i loro difetti? Paura di risultare odiosi, spocchiosi, per via di un’educazione basata sul detto “Chi si loda, s’imbroda”? È più facile per l’essere umano crucciarsi dei suoi difetti? Oppure manca l’amore per se stessi?
Questo “SORSO DI TE” vuole aiutarti a guardarti dentro. E dentro di te, per quanto tu sia pessimista, per quanto tu cerchi di non vederle, ci sono tante doti e qualità. Possono essere anche piccole cose, caratteristiche che ti sono così familiari da non sembrarti degne di considerazione. A volte sono insignificanti per chi ti circonda (la tua capacità di ascoltare, la tua ironia, il tuo senso pratico…) ma spesso ti permettono di dare un senso alla tua vita, di migliorarti (la tua tenacia, la tua creatività, la tua curiosità!).
Confessa! Elencale! Gioisci delle tue virtù! Smettila di torturarti pensando solo a “quello che non va”!
Scrivi:
- Elenca i pregi che gli altri vedono in te e che tu stenti a riconoscere.
- Elenca le doti che sai di avere.
- Elenca le qualità che ti riconosci, ma che agli altri sembrano difetti.
- Elenca i talenti che pensi di avere e che nessuno ha mai scoperto.
- Elenca le tue doti nascoste e sprecate.
- Rifletti sulla tua incapacità a riconoscere le tue qualità.
- Racconta delle volte che ti sei vantato di doti che non avevi.
Ecco dei brani d’autore che possono illuminarti il cammino…
“In breve ero un ascoltatore ideale. Sapevo anche far domande. Domande curiose. Tutto sommato, ai suoi occhi dovevo essere un ben strano animale. Un espatriato da Brooklyn, un francofilo, un vagabondo, uno scrittore appena all’inizio della carriera, ingenuo, entusiasta, assorbente come una spugna, pieno d’interesse per ogni cosa e, in apparenza, privo d’ogni paura. Questa è l’immagine che conservo di me stesso a quell’epoca.”
— H. Miller, Paradiso perduto, Mondadori, Milano 1991.
“La prima cosa che mi colpì: la sua paura del dolore. Era sensibile. Non lasciava mai arrivare le cose fino allo scontro fisico. Io invece, mi torna in mente, ero famosa perché sopportavo il dolore. Perché tenevo più a lungo di tutti la mano sulla fiamma. Non facevo una smorfia. Non piangevo. Eppure, questo mi colpiva, se ne andava via. Lo interpretavo come compassione per me. Erano i nervi sovreccitati. Capii molto più tardi che il modo in cui una persona si comporta nei confronti del dolore rivela sul suo futuro più della maggior parte dei segni che conosco.”
— C. Wolf, Cassandra, e/o, Roma 1989.
Attività per migliorare l’autostima
- Elenca dieci delle tue qualità: quelle che hai scoperto o confermato con gli esercizi precedenti.
- Attacca in casa, in un luogo visibile, un foglietto sul quale segnerai le tue qualità man mano che te le riconosci.
- Scrivi un’inserzione pubblicitaria per “vendere” te stesso.
Come Scrivere un’Inserzione Pubblicitaria
Un’inserzione pubblicitaria è un messaggio breve che ha lo scopo pratico di vendere, comprare o scambiare.
Pensa di mettere un’inserzione su un giornale per “venderti”. Devi pensare al destinatario del messaggio (la tua “altra metà”, i tuoi insegnanti, i tuoi colleghi di lavoro, i tuoi familiari, gli amici, il “mondo”).
La scelta delle informazioni che darai di te è strettamente connessa allo scopo che ti proponi (trovare l’amore, farti notare da professori o colleghi, fare carriera, farti benvolere…) e all’interlocutore scelto.
Le inserzioni pubblicitariein genere sono brevi (anche perché si pagano in base al numero di parole usate): tieni conto di questo quando scegli le informazioni da dare.
Per bambini e ragazzi a caccia di qualità positive
- In classe ogni allievo scriverà da tre a dieci qualità positive che pensa di avere.
- In una scatola ogni ragazzo metterà un foglietto anonimo per ogni compagno con il nome e il pregio che gli attribuisce (“A me sembra che il suo pregio sia…”). È importante che ci si accordi prima su alcune regole del “gioco”: cercare di dire ciò che si pensa senza adulare l’altro; ricordarsi che gli altri scrivono le loro percezioni e non dei giudizi su di noi.
- Leggi i foglietti e confrontali con l’elenco di ogni ragazzo.
- Discuti le eventuali concordanze o discrepanze.
- Assegna a ogni studente un pregio che non gli è stato attribuito, e che non compare nel suo elenco, e invitalo a scrivere un breve discorso da fare alla classe nel quale fa la pubblicità a se stesso, magari esagerando un po’.

