Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Trending
    • Qualcuno volò sul nido del cuculo
    • Semplice cliente
    • La grazia
    • Gentrificazione, che fare?
    • Era la Befana
    • Agata Christian – Delitto sulle nevi 
    • Sirāt
    • La Befana vien di notte…naturalmente
    Facebook Instagram
    Dol's Magazine
    • Pari opportunità
      • DIRITTO
      • DONNE E POLITICA
      • DONNE E SPORT
      • PARITA’ DI GENERE
      • DONNE E FILOSOFIA
    • Lavoro
      • BANDI, CONCORSI E PREMI
      • DONNE E ARTE
      • DONNE E ARCHITETTURA
      • DONNE E DENARO
      • MAMME E LAVORO
      • IMPRENDITORIA FEMMINILE
      • RISORSE UMANE
    • Donne digitali
      • ARTE DIGITALE
      • INNOVAZIONE
      • TECNOLOGIA
    • Salute e benessere
      • FOOD
      • GINECOLOGIA
      • NUTRIZIONE
      • MENTAL TRAINER
      • PSICOLOGIA
      • SESSUOLOGIA
    • Costume e società
      1. AMBIENTE
      2. ATTUALITA’
        • Good news
        • Think positive
        • Bad news
      3. CULTURA
        • Libri
        • Film
        • I racconti di dols
        • Mostre
      4. LIFE STYLE
      5. SOLIDARIETA’
      6. VIAGGI
      7. FACILITIES
      Featured

      Qualcuno volò sul nido del cuculo

      By Dols14/01/20260
      Recent

      Qualcuno volò sul nido del cuculo

      14/01/2026

      Semplice cliente

      12/01/2026

      La grazia

      10/01/2026
    • INIZIATIVE
      • CONDIVIDI CON DOL’S
      • EVENTI
        • Calendario eventi
      • TEST
      • LE DONNE ITALIANE
      • SCRIVILO SU DOL’S
        • Scritti su dol’s
    Dol's Magazine
    Home»Costume e società»Cultura»Film»Norimberga
    Film

    Norimberga

    Erica ArosioBy Erica Arosio08/12/2025Updated:08/12/2025Nessun commento4 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    di  James Vanderbilt

    con Russell Crowe, Rami Malek

    Tratto dal libro The nazi and the psychiatrist di Jack El-Hai

    In anteprima dal 10 dicembre in alcuni cinema e poi in sala dal 18 dicembre

    Oggi fatichiamo a rendercene conto, distratti e sovrastati da mille altri eventi. Ma la fine della Seconda Guerra mondiale ha rappresentato uno snodo epocale per il percorso democratico: l’Occidente ha dovuto ridisegnare i propri confini fisici, sociali e culturali, cercando in qualche misura, da qualche parte e in qualche modo, di ricostruire l’innocenza perduta a fronte dei milioni di morti e dei cumuli di macerie materiali e emotive.

    Certo, ritrovare l’innocenza dopo cinque anni di massacri, era impresa impossibile, ma era necessario inventare un percorso condiviso e di pace per ricominciare. A vivere e a sperare. L’umanità doveva e voleva tornare a credere nella giustizia e nella possibilità di un futuro migliore. O almeno accettabile e che sprigionasse ancora qualche briciola di umanità.

    Fra le mille questioni che le potenze vincitrici si trovarono ad affrontare una aveva in sé qualcosa di inguardabile, un tale concentrato di brutalità e di inimmaginabile ferocia che rendeva impossibile voltare semplicemente pagina, senza confrontarsi con quanto avvenuto.

    In apertura dell’epico Norimberga di James Vanderbilt, si mettono in campo tutti questi interrogativi. Oggi quello che è successo ci sembra scontato, ma non era così allora, perché non era mai stato necessario ipotizzare l’esistenza di un Tribunale internazionale. Il film spiega, in modo semplice, con grande abilità narrativa e cinematografica, come da un punto di vista giuridico si sia reso legittimo questo nuovo istituto, conciliandolo con le legislazioni nazionali preesistenti. All’epoca infatti non esistevano organismi sovranazionali.

    Sulla possibilità e sulla necessità di una corte internazionale i più sensibili sono gli americani che poi estendono la proposta agli alleati francesi e inglesi. Istituito il Tribunale, ci sono altri dettagli da mettere a punto, uno di questi è “tutelare” gli imputati che devono essere valutati e poi giudicati, come per un qualsiasi dibattimento. Occorre anche stabilire se le loro condizioni mentali siano sane o alterate.

    Nei campi di sterminio erano morti milioni di ebrei e di indesiderati, oppositori del regime, omosessuali, zingari, deboli, disabili e handicappati. Era giusto che il mondo sapesse? Bisognava svelare tutto o c’era qualcosa di così orribile che era meglio tacere? E, soprattutto, c’era una strada perché quegli eventi disumani non si ripetessero più e insegnassero una strada di pacifica convivenza fra i popoli e le nazioni?

    Nel 1961 è uscito Vincitori e vinti, di Stanley Kramer e di recente due serie Tv hanno affrontato il processo di Norimberga. Il film di Vanderbilt sceglie una prospettiva particolare, ispirandosi al libro di Jack El-Hai Il nazista e lo psichiatra che racconta il rapporto che si venne a creare fra il tenente colonnello Douglas Kelley, psichiatra dell’esercito americano, e l’uomo che doveva valutare, uno degli imputati più pericolosi: Hermann Göring, braccio destro di Hitler, e uno dei più famigerati gerarchi nazisti.

    La parte più avvincente del film è quella che ricostruisce gli incontri fra i due uomini, che vengono raccontati senza descrivere a priori uno come il bene, la giustizia e l’altro come il Male assoluto. In questo gioco di delicatissime sfumature, di precari equilibri Russel Crowe nei panni di Göring, si ritaglia la parte del leone, regalandoci una delle sue performance più incredibili: io scommetto su una nomination come miglior attore ai prossimi premi Oscar.

    Kelley vuole conoscere Hermann Göring, vuole soprattutto capire il suo percorso, la sua mentalità e in parte soccombe al fascino nero di  quest’uomo feroce ma anche furbo, abile manipolatore e molto intelligente. L’evoluzione del loro rapporto, i contatti dello psichiatra con la moglie e la figlia del gerarca, i turbamenti e i dubbi del medico sono così complicati che è impossibile riassumerli e valgono da soli tutto il film che nella parte strettamente legale è forse più scontato. Sebbene ci sia una scena epica nel dibattimento grazie a un duetto fra americani e inglesi.

    Il tribunale Norimberga raggiunse i suoi intenti e costrinse il regime nazista a sedere sul banco degli imputati e a rispondere dei propri crimini di fronte alla storia.

    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Avatar photo
    Erica Arosio

    Erica Arosio, milanese, una laurea in filosofia, giornalista, scrittrice, critico cinematografico, è mamma di due figli meravigliosi, Mimosa e Leono. è stata a lungo responsabile delle sezioni cultura e spettacolo del settimanale «Gioia» e ha curato per vari anni la rubrica cinema di «Radio Popolare». Autrice di una biografia su Marilyn (1989 Multiplo, poi 2013 Feltrinelli Real cinema, in cofanetto con il dvd «Love, Marilyn»), ha collaborato a varie testate, fra cui «la Repubblica» e «Il Giorno». Nel 2012 esce il suo primo romanzo, “L’uomo sbagliato” (La Tartaruga, poi Baldini & Castoldi, 2014). Con Giorgio Maimone scrive una serie di gialli ambientati nella Milano degli anni 50 e 60: “Vertigine” (Baldini & Castoldi, 2013), “Non mi dire chi sei”, “Cinemascope” , “Juke-box” e il racconto “Autarchia” nell’antologia “Ritratto dell’investigatore da piccolo” (tutti per Tea), “Macerie” (2022, Mursia), “Mannequin” (2023, Mursia) Sempre con Giorgio Maimone ha scritto “L’Amour Gourmet” (Mondadori, 2014), un romanzo sentimentale ambientato nella Milano degli anni Ottanta, il mémoire sul ’68 “A rincorrere il vento” (2018, Morellini) e i gialli ambientati in Liguria “Delitti all’ombra dell’ultimo sole” (2020, Frilli) e “La lista di Adele” (2021, Frilli). A gennaio 2024 è uscita l’audioserie originale Faccia d’angelo, storia di Felice Maniero e della mala del Brenta, disponibile sulle principali piattaforme. E’ autrice di ”Carne e nuvole” (Morellini, 2018) una raccolta di 101 racconti brevi e della favola ”La bambina che dipingeva le foglie” (Albe edizioni, 2019). Ha pubblicato diversi racconti in antologie collettive ed è fra gli autori in Delitti di lago 3, 4 e 5 (Morellini editore).

    Related Posts

    Qualcuno volò sul nido del cuculo

    14/01/2026

    Semplice cliente

    12/01/2026

    La grazia

    10/01/2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Captcha in caricamento...

    Donne di dols

    Dols magazine
    Caterina Della Torre

    torre.caterinadella

    Redattora del sito internet www dols.it

    Al PAC di Milano Al PAC di Milano
    Pop art al PAC a Milano Pop art al PAC a Milano
    Recensione di Erika Arosio Recensione di Erika Arosio
    Giacomo Balla Giacomo Balla
    Torino Torino
    Recensione di Erica Arosio Recensione di Erica Arosio
    Buona Epifania Buona Epifania
    fiori e auto fiori e auto
    Post su Instagram 18008920724819418 Post su Instagram 18008920724819418
    Il 2025 è stato un anno difficile per me e per mo Il 2025 è stato un anno difficile per me e per molti. Speriamo che il 2026 sia meglio.
    Cigno nero Cigno nero
    Post su Instagram 18082362395157440 Post su Instagram 18082362395157440
    notte nera di vincent van Gogh notte nera di vincent van Gogh
    Post su Instagram 18156889486421205 Post su Instagram 18156889486421205
    Post su Instagram 18064342850227613 Post su Instagram 18064342850227613
    Venaria a Righe Venaria a Righe
    Leger a Venaria Leger a Venaria
    Post su Instagram 18166387327387987 Post su Instagram 18166387327387987
    Post su Instagram 17870447853483265 Post su Instagram 17870447853483265
    Post su Instagram 17855479767588849 Post su Instagram 17855479767588849
    Carica altro Segui su Instagram
    Quando verrà la fin di vita

    le stagioni della verità

    Questo mio corpo

    Amazon.it : Questo mio corpo

    CHI SIAMO
    • La Redazione
    • La storia di Dol’s
    • Le sinergie di dol’s
    • INFORMATIVA PRIVACY
    • Pubblicizza su Dol’s Magazine
    • Iscriviti a dol’s

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2025 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2026 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Questo sito utilizza cookie, eventualmente anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione.
    Per saperne di più clicca qui, procedendo nella navigazione o cliccando su OK acconsenti all’uso di tutti i cookie.
    OK