di Sophie Chiarello
con Aldo Giovanni e Giacomo
nelle sale dal 4 dicembre
Che simpatici Aldo, Giovanni e Giacomo! Quanta semplicità, amicizia e onestà nella loro carriera che si dipana per più di 40 anni. Per tacere del talento, che declinato su di loro sembra arrivare come dono divino, c’è e non costa sforzo. Alla faccia di quello che scrisse una sciagurata maestra sulla pagella di quinta elementare di Aldo e che dà il titolo al film: “Attitudini – nessuna”!
Però è vero che le attitudini il trio le ha scoperte man mano, senza strategia apparente, fino a incarnare un simbolo della comicità all’italiana.

Il bel documentario che sembra girato in casa (Giovanni filmato a casa sua manco indossa le scarpe ma le pantofole) è un come eravamo di tre persone che continuano dopo tanti anni a volersi bene e a stimarsi. Scena dopo scena assistiamo alla nascita della leggenda. Che è sempre da preferire alla verità, almeno quando si sta nei territori dello spettacolo.
La macchina da presa si sposta per le strade della Milano più popolare, in case anni venti, palazzi di ringhiera, oratori, parchetti. Da Porta Romana a viale Monza, da via Paolo Sarpi ai teatri di quartiere, come la sala Fontana e il teatro Arsenale.
Siamo lontani mille miglia da Gae Aulenti e dai Boschi verticali, nella vita di Aldo, Giovanni e Giacomo non c’è neppure l’ombra della Terrazza Sentimento di Alberto Genovese né di alcun tipo di trasgressione. C’è l’amore per il teatro e la voglia di divertire e divertirsi in modo creativo e pulito.

Tutti di famiglie modeste, tornano nei luoghi della loro infanzia. Giovanni visita la casa di ringhiera dove è nato e con stupore scopre che sul ballatoio è sopravvissuta la vecchia turca, Giacomo rievoca i suoi 13 anni al tornio e poi la scuola professionale rigorosamente serale. Aldo litiga con la madre e si trova a vivere da solo a 16 anni.
Gli aneddoti sono tantissimi, i testimoni pure, assieme ai luoghi della vecchia Milano. Ci sono il mitico Derby (giovanissimi, hanno fatto in tempo a esibirsi nel tempio del cabaret), c’è Zelig il locale di viale Monza e poi la televisione svizzera (nemo profeta in patria) e quella italiana, Mai dire Goal e infine il cinema. Tanti i numeri teatrali con pezzi di irresistibile comicità e poi filmati dalla tv e dai film alcuni veri blockbuster.

Successi e insuccessi, ammessi con umiltà. Perché Aldo Giovanni e Giacomo sono belle persone che non hanno bisogno di barare. E che ora, passati i 60, hanno trovato una nuova dimensione. Giovanni vive la maggior parte del tempo in Monferrato e gira supportato dalla moglie video molto seguiti (cercatelo su Instagram) in cui parla di piante e vivere secondo natura, Giacomo dirige un teatro di quartiere a Porta Romana, il teatro Oscar che ha una bella programmazione, Aldo si è trasferito in Sicilia, con lui la famiglia e la madre (molto orgogliosa) e coltiva olivi.
Il documentario mette di buon umore e ci fa pensare che il successo, se lo sai gestire e se credi in quello che fai, può fare del bene.
