Immagina di intervistare te stessa sulla tua vita, le scelte che hai fatto, le tue abitudini: fatti le domande, datti le risposte.
Inizia pensando alle domande: cosa chiederesti a qualcuno che non conosci per sapere qualcosa di più sulla sua vita, passata e presente, sulle sue aspettative e i suoi desideri e sul suo carattere?
- Poni domande corte e semplici.
- Mettiti in difficoltà con domande impossibili, domande serie, domande sciocche.
- Rispondi in maniera plausibile anche alle più assurde.
- Immagina l’intervistatore e l’intervistato (scegli uno dei tuoi “io”): che stato d’animo, scopi, aspetto fisico, carattere hanno?
- Scegli tra questi accoppiamenti o inventane tu altri:
- Intervistatore aggressivo / intervistato sfuggente ma ironico
- Intervistatore innamorato adulatore / intervistato schizzato disattento
- Intervistatore ironico arrogante / intervistato insicuro
- Intervistatore aggressivo / intervistato sfuggente
- Intervistatore timoroso / intervistato sprezzante
- Intervistatore cerimonioso / intervistato paranoico
- Prova a riscrivere la stessa intervista cambiando gli accoppiamenti.
- Scegli l’intervista che più ti rappresenta.
In classe: approfittane per esplorare tutti i tipi di domande che si possono fare (quelle che iniziano con “Come…” “Quando…” “Quanto…”, ecc..) e a quale scopo. Per scoprire tutti i modi di porre domande puoi giocare al “Ping pong di domande”: due studenti, uno di fronte all’altro, devono battere e ribattere domande, mantenendo il ritmo e facendo attenzione a non rispondere se non ponendo un’altra domanda che può, però, riguardare anche un argomento diverso da quello sollevato dal compagno. In classe puoi anche giocare alle “interviste impossibili”. Con i più grandi queste possono aiutare nello studio perché si deve tenere conto di tutte le informazioni che si sono lette su quel personaggio, magari fare ricerche e considerare ance il periodo in cui vive. Ad esempio, chiedete di intervistare un personaggio storico che avete studiato, oppure un filosofo antico intervistato da un altro di un’epoca diversa, ecc..
Con i più piccoli, assegnate a ogni bambino un personaggio (o fateli “pescare” alla cieca): un extraterrestre, un uomo preistorico, uno scienziato, un personaggio dei fumetti, … La classe pone una domanda che viene scritta alla lavagna e ogni bambino dovrà rispondere mettendosi nei panni del proprio personaggio.Il “gioco delle interviste” è interessante perché stimola all’uso delle domande opportune. Essere in grado d formulare domande è indispensabile per sviluppare la capacità di studiare un testo. Inoltre, le “interviste impossibili” costringono l’individuo al decentramento: cosa risponderebbe il mio personaggio, considerando il suo tempo, le sue caratteristiche, il suo bagaglio culturale e le sue aspettative?
