Un sorso di te
Quante volte avresti voluto dare a chi ti stava vicino un libretto di istruzioni per farti stare bene? Un libro di ricette per farti felice? E quali istruzioni dai a te stessa nelle diverse situazioni? Qual è la ricetta per la tua serenità?
Scrivi e divertiti. Non dimenticare di conservare i tuoi scritti e di sceglierne il più efficace/rappresentativo. Buona scrittura! Buona vita!

RicetTE e istruzioni
Sia nelle istruzioni (per usare il microonde, l’aspirapolvere, il cellulare…) che nelle ricette si usano poche frasi semplici, con i verbi all’infinito o alla seconda persona, in ordine cronologico in vista del risultato finale (l’uso dell’elettrodomestico misterioso o il piatto di lasagne grondanti di sugo). Le azioni sono divise in sotto-azioni descritte con minuzia.
Ricorda: nelle ricette, le istruzioni per preparare un piatto sono precedute dalla lista degli ingredienti necessari.
Ti propongo di usare questo tipo di testo per parlare di te.
Ecco un esempio.
Ricetta:
Come far arrabbiare mia madre
Ingredienti:
- 1 madre amorevole (preferibilmente un po’ ansiosa)
- 2 ore di ritardo rispetto all’orario di rientro
- 3 voti insufficienti ben nascosti nella pagella
- 1 risposta secca e poco gentile
- 1 stanza in perfetto disordine
- Un pizzico di silenzio quando ti chiama al telefono
Preparazione:
- Prendi la madre amorevole e mettila in attesa: promettile che tornerai per cena, poi esci e rientra con almeno due ore di ritardo.
- Nel frattempo, assicurati che la tua stanza sia un campo di battaglia: vestiti sul letto, libri sparsi, piatti sporchi dimenticati.
- Quando lei ti chiede dei voti, mostra un sorriso innocente e cerca di cambiare argomento. Se insiste, svela i tre voti insufficienti con nonchalance.
- Se ti fa una domanda, rispondi con una frase breve e un po’ scocciata, giusto per aggiungere un po’ di pepe.
- Per completare il piatto, ignora una sua chiamata al telefono, lasciandola immaginare scenari apocalittici.
- Servi il tutto con una faccia tranquilla e preparati a vedere il risultato: una madre che si arrabbia… ma che ti vuole sempre bene!
- Scrivi le “Istruzioni per….farmi arrabbiare!…rendermi nervosa. ….farmi innamorare!” oppure la “Ricetta…per una giornata storta! …per un giorno indimenticabile! …per farmi deprimere immediatamente. …”
Ti sembrano istruzioni assurde?
- Leggi queste “Istruzioni per scendere dal letto” della scrittrice uruguaiana Cristina Peri Rossi: «Quando si sta per scendere dal letto, bisogna fare molta attenzione. Non si possono lasciare bambini o cani sciolti e i mobili devono essere in ordine, perché scendere è molto pericoloso. È necessario che il luogo sia ben sgombro, bisogna togliere lampade, armadi, tavoli e tutti quegli inutili oggetti che si mettono nelle case per sfuggire al vuoto. Perciò avverto con molto anticipo. Dico, per esempio: ‘Domani scendo dal letto, attenti. Scenderò alle nove e cinque minuti. Sincronizzare gli orologi, assicurate la mobilia, agganciate le cinture’. Scelgo sempre un’ora con cinque minuti di scarto, perché nessuno è in grado di essere puntuale se non ha cinque minuti di tolleranza. Mi preparo bene, per scendere. Fin dal giorno precedente son preso da tutte quelle minuziose pratiche di cui non si può non tener conto per una buona discesa». In primo luogo, faccio mettere un cartello alla porta perché nessuno mi disturbi… Prima di scendere studio bene l’area della stanza, cerco di memorizzare il posto occupato dagli oggetti che dovrò fronteggiare una volta raggiunto il pavimento…».

Adatto a tutte le età. Buffo scambiarsi gli elaborati o leggerli ad alta voce. Se hai dei figli prova a chiedere loro di scrivere le “Istruzioni per far imbestialire mia mamma (o la mia maestra)” o la “Ricetta per avere un genitore perfetto..” oppure ancora “Istruzioni per costruire il figlio ideale della mamma”… interessante scoprire come ci vedono i piccoli!
Se vuoi idee per altre proposte di scrittura, scrivici e ti suggeriremo degli incipit adattandoli alla tua situazione.
Perché giocare con le parole per scrivere di se stessi?
La scrittura autobiografica presenta spesso delle difficoltà: quando si tratta di parlare di sé, le emozioni possono confondersi e le parole risultano bloccate. È frequente aderire inconsapevolmente a narrazioni esterne, costruite da altri. Questo accade perché i ricordi personali si intrecciano con interpretazioni, racconti e vissuti emotivi che cambiano nel tempo.
Tuttavia, attraverso stimoli di scrittura indiretti, è possibile far emergere contenuti profondi e autentici. L’ho sperimentato con i bambini della scuola primaria ma anche con bambini che stavano facendo un difficile percorso psicologico e con le adolescenti nel carcere minorile. Negli scritti fantasiosi, quando lo stimolo per scrivere è particolarmente azzeccato, vengono espressi i sentimenti più profondi, le emozioni più inconfessabili. Proprio come fanno i sogni. In ambito scolastico, la condivisione degli elaborati favorisce la riflessione collettiva: si analizzano le reazioni dei personaggi, le loro paure, i desideri, le strategie per affrontare situazioni difficili. Queste discussioni trasformano il gruppo classe in uno spazio di supporto reciproco, dove si valorizza l’ascolto e si evita il giudizio.
Per tutti sarebbe utile ritagliarsi momenti tranquilli per scrivere, anche in modo spontaneo, senza preoccuparsi della forma. Ogni pensiero può essere rielaborato successivamente. Nessuna memoria è banale: tutte contribuiscono alla comprensione di sé.