lo spid che mal di testa

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Questo magazine è nato in Italia  molti anni fa nel  1999 quando internet e le tecnologie web erano ancora all’inizio e pochi le adoperavano per usi personali. Si scambiava  facilmente la mail con l’url e pochi sapevano come entrare in contatto tra di loro con le mail…

Anche io ero una profana, ma mi piaceva scrivere ed entrare in contatto col mondo, anche lontano. Le donne sul web erano pochissime e spesso solo le veterane lo sapevano usare

Ora 21 anni dopo tutto è cambiato. Nessuna attività commerciale si permetterebbe di non avere un suo sito internet, un blog come si dice adesso e lo usano propriamente. Non mancano uno o più indirizzi e-mail di contatto (ricordo molti siti vetrina che non avevano nessun tipo di contatto) Belli, sofisticati , imprevedibili, ma inutilizzabili se non per essere un mezzo pubblicitario del tipo depliant.
Di acqua sotto i ponti ne è passata molta ed ora sia arrivati ai video online, alle geolocalizzazioni etc…

Eppure la nostra pubblica amministrazione che potrebbe avvantaggiarsi dall’uso di queste tecnologie, ma invece non funzionano quasi mai pienamente e in modo soddisfacente.

Prendiamo il famigerato Spid.

SPID puoi accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti, con una coppia di credenziali (username e password) personali.

Semplice e sicuro, puoi usare SPID da qualsiasi dispositivo: computer, tablet e smartphone, ogni volta che, su un sito o un’app di servizi, trovi il pulsante “Entra con SPID”.

Scegli come attivarlo, gratuitamente o a pagamento, sul sito di uno dei gestori di identità abilitati. Una volta ottenuto, l’utilizzo di SPID è gratuito per il cittadino.

 

Ho impiegato due giorni prima a trovare il gestore abilitato, poi a contattarlo (sempre via web e poi per fortuna telefonicamente), un giorno ad installare i programmi, le credenziali (username e password, che adesso per motivi di sicurezza sono lunghissime con lettere alfabetiche, numeri e caratteri speciali) e poi per l’autenticazione un rimpallo tra mail e il tuo numero cellulare per la verifica della tua identità. Dimenticavo il lettore di smart card da acquistare per leggere la tessera sanitari o altri strumenti digitalizzati, come la carta d’identità…

Insomma più volte ho pensato di abbandonare tutto e farmi un giro in posta per avere il famoso spid, il pin e quant’altro…ma anche per andare in posta devi/puoi ritirare la prenotazione elettronica del posto.

Per sostituire la carta d’Identità puoi iscriverti alle prenotazioni dell’anagarafe con e senza spid.. La tua posizione Inps se ha lo spid la ottieni più velocemente.

Insomma lo spid è dappertutto.  Se solo fosse così veloce come la parola stessa (speed) di origine inglese erroneamente suggerisce…sarebbe meglio…

A dimenticavo di dire che il passaporto digitale che testimonia le avvenute vaccinazioni anticovid…dovrebbe passare da una app (Io) per cui si richiede lo spid

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Profilo Autore

Caterina Della Torre

Proprietaria di www.dols.it di cui è direttore editoriale e general manger Nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell’Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L’esperienza di dol’s le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l’aspetto linguistico (conosce l’inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :) ). Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all’imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile, da più di 10 anni si occupa di pari opportunità. Redattrice e content manager per dol’s, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.it.

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