Eleonora Gandini, 31 anni, vive e lavora a Milano.
Consulente di comunicazione per diverse aziende nazionali e internazionali, è
appassionata di Web e due ruote. E' inoltre blogger per Blogosfere e sta
lavorando alla realizzazione del suo prossimo blog personale, sempre legato al
mondo femminile. Dopo aver sperimentato il settore del self publishing con
discreto successo, è approdata all'editoria tradizionale con Cult Editore.
''Fossi
figa sarei una stronza'' è il suo romanzo d'esordio.
Perchè hai scritto questo libro?
Ho sempre avuto la
passione per la scrittura, ma non ho mai pensato che la cosa sarebbe potuta
diventare realtà. Ho lavorato per 3 anni come PR Manager di Lulu.com,
piattaforma di selfpublishing nata da un'idea di Bob Young. Quando ho iniziato
quel lavoro, avevo bisogno di un testo per testare il funzionamento del sito. Ho
allora deciso di utilizzare un racconto (Fossi figa in versione beta,
chiamiamolo così), con il quale avevo partecipato nel 2005 ad un concorso della
casa editrice ArpaNet. Sul sito di Lulu ha venduto bene, sia nella versione
cartacea che nella versione ebook. Nel luglio 2009, sono stata contattata dalla
Cult. Inizialmente non mi sembrava vero, ma cosa si è concretizzata invece
quando ho ricevuto il contratto. Lì ho capito che le cose stavano diventando
serie. Ho dovuto riscrivere completamente la storia per farne nascere un
romanzo, ed ora eccoci qui. Avevi mai scritto prima?
Come la maggior parte delle persone, per anni ho scritto sul mio blog
personale, dove appunto ho raccontato le mie vicissitudini di vita (diciamo che
gli imprevisti e le sfighe avvengono piuttosto spesso, dalle mie parti). Però,
al di là del concorso citato sopra, il desiderio di scrivere un libro vero
è sempre stato tenuto a bada, soprattutto per la paura di fallire.
Volevi farlo diventare un e-book per contenere i costi della
pubblicazione? Io sono un'entusiasta degli ebook, l'ho sempre detto,
sin dai tempi di Lulu. Su Fossi figa, però, ora a decidere non sono più solo io,
ma anche la casa editrice.
Come mai poi sei passata al cartaceo?
Io sono legata ad una piccola casa editrice e, dal poco che ho visto, sono
molto tradizionalisti. Sicuramente per un autore esordiente, toccare con mano la
propria creatura ha tutto un altro effetto. Ciò non toglie che i dati di vendita
rilasciati recentemente da Amazon, dipingano un panorama futuro sempre meno
legato alla carta. E di questo, personalmente, ne sono felice.
Consigli un percorso del genere alle neo scrittrici?
Il mio non è stato un percorso pianificato, è capitato tutto per
caso. Posso dire però che, occupandomi di autori esordienti da qualche anno, la
tendenza che si è formata con i vari POD, è sempre più di scrivere in maniera
compulsiva. Nella realtà, pochi dei lavori scritti da emeriti sconosciuti, erano
stati curati per finire nelle mani del pubblico. Questo è un grave errore che va
evitato, lo ripeterò all'infinito. Si scrive per sè stessi, ma soprattutto,
quando si entra nel vero percorso editoriale, si scrive per vendere. Libri zeppi
di k o sgrammaticati, difficilmente faranno della strada.
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