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Da promessa scienziata ad amministratore delegato di Caterina Della Torre
Intervista a Barbara Poggiali, amministratore delegato e generale di Dada, primaria azienda italiana nel settore tecnologico.
 
Nata a Milano, classe 1963, Barbara fin dall'infanzia ha avuto una vita internazionale: dalle scuole materne fino al liceo ha frequentato l’International School of Milan per poi proseguire gli studi negli Stati Uniti dove si è laureata al MIT di Boston nel 1984 e dove nell’87 ha conseguito un dottorato di ricerca. Dopo un breve periodo di lavoro estivo in laboratori di ricerca ha capito che quella della scienziata non era la sua strada,ed è tornata in Italia. Dopo anni di consulenza, prima in McKinsey e poi alla Bain & Co ha seguito vari progetti per società italiane e multinazionali fino alla nascita della figlia Sara.

Com'è stato il rientro dalla maternità?
In un ambiente tipicamente dominato dalla presenza maschile è stato difficile e, se da una parte questo è stato spiacevole, dall’altra ha avuto un risvolto positivo poiché mi ha spinto a cambiare. Nel 1995 infatti ho partecipato con Francesco Caio e Vittorio Colao allo start up di Omnitel, un’ esperienza indimenticabile. Nel 2000 sono passata in eBiscom a gestire il consorzio Dix.it (composto da eBiscom con Pirelli, Fiat, Aem, Banca di Roma, etc.) in gara per le licenze di telefonia mobile di terza generazione (UMTS). Finita quell’esperienza, sono rimasta in eBiscom come Direttore Generale, con responsabilità soprattutto legate allo sviluppo delle attività media (ad esempio il lancio de Il Nuovo.it e dell’agenzia stampa APBiscom). Dopo due anni ed un breve periodo in  Telecom Italia, raggiungo nuovamente Francesco Caio impegnato nel turn around di Cable and Wireless a Londra: un anno in giro per il mondo che male si conciliava con la mia vita personale. Così nel quando Vittorio Colao è entrato in RCS MediaGroup, l’ho chiamato per chiedergli se avesse qualcosa per me. Sono entrata nel gruppo andando a ricoprire la carica di Direttore Sviluppo Corporate. Con Colao avevamo individuato due strade: il mondo digitale e l’estero. Dal 2004 ho seguito tutte le acquisizioni di RCS come quelle di Recoletos in Spagna e Dada in Italia. Dopo 5 anni nel consiglio di amministrazione di quest’ultima, da gennaio sono AD e Direttore Generale.

E’ arrivata a questo percorso professionale e di vita per sua propensione individuale o è stata consigliata dai genitori?
Avendo cominciato all’asilo, sicuramente  si è trattato di una scelta “pilotata. È stata comunque una decisione che mi ha permesso non solo di imparare una nuova lingua ma anche di entrare in contatto con culture e persone diverse.

Come mai ha scelto ingegneria? C’erano molte le donne? Che ramo ingegneristico?
Mi sono sempre piaciute le materie scientifiche e quella di ingegneria, mi è sembrato un modo per assecondare le mie passioni:  ho scelto l’indirizzo Ingegneria dei materiali e successivamente un piano di studi per il dottorato congiunto con la scuola di management.Di donne, onestamente, all’epoca non eravamo molte, mentre oggi il MIT ha oltre il 40% di donne!

Le porte le si sono state aperte grazie agli studi universitari o per aver studiato all'estero?
Sicuramente da entrambe le cose, ma anche dalla determinazione e dalla passione che ho sempre avuto nell’apprendere nuove cose.

Ha cambiato molte aziende. Non è vero quello che si dice allora che le donne sono più conservatrici? Oppure il mondo del lavoro è cambiato anche in Italia?
È tutto relativo: sicuramente posso essere stata influenzata dalla mentalità americana in cui cambiare spesso lavoro è visto come un segnale positivo e di crescita. Questo, al contrario di quanto succede spesso in Italia, dove c’era fino a un po’ di tempo fa, la tendenza a fare esperienze molto lunghe in una sola azienda.

Come si trova a lavorare in ambienti prettamente maschili? Si sente fuori posto?
Alla fine sul lavoro queste differenze non contano più di tanto. Mi sento a mio agio sia a lavorare con le donne che con gli uomini e non mi sento fuori posto pur dovendo interagire in ambienti prevalentemente maschili.

Ci sono molte donne in Dada? E se sì in che percentuale e quante?
In Dada la percentuale di donne supera il 30% ma sono molte le donne che occupano ruoli di responsabilità. Vorrei fare qualche  esempio: penso a Francesca Pezzutti, Responsabile del Music Movement, il nostro prodotto di punta del settore consumer, o ancora Barbara Bellini - con un passato da giornalista- che si occupa di tutta la Community Dada.it e non è certamente un compito da poco visto che si tratta di oltre 1,5 mln di persone….senza dimenticare Monica Vidali, la ragazza che gestisce il Customer Service oppure Marianna Tomassi  che, nella divisione B2B, ha in carico la Customer Acquisition)….insomma abbiamo un bel po’ di rappresentanti del gentil sesso che rivestono ruoli di primo piano e di responsabilità in un mondo, quello tecnologico, tradizionalmente appannaggio degli uomini.

Riesce a conciliare la sua vita privata con quella professionale?
Diciamo che non è sempre facile, ma grazie ad una buona organizzazione, a delle persone accanto che mi aiutano ed al fatto che riesco comunque a passare qualche giorno della settimana lavorativa a Milano, ho trovato un equilibrio.

Quanto le costa un lavoro sempre ''wired''?
Quando si ama il proprio lavoro e lo si fa con passione, essere wired è una conseguenza e non è un costo o una costrizione. Con il BlackBerry poi, è ancora più facile!

Qual è l'ultimo libro che ha letto ed uno che consiglierebbe ad un'amica/o?
L’ultimo che ho letto è un giallo “soft' la trilogia Millennium. Ad un’amica consiglierei  “La passione di Artemisia''.

E il film che le è piaciuto di più?
Non vado mai al cinema!

Conosce girlgeek? Vi partecipa? E che ne pensa dei portali femminili come www.dols.net?
GGD? Conosco le Girl Geek Dinner perché Dada le ha sostenute fin dall’inizio ma non ho ancora partecipato a nessuna edizione.
Dols è un sito interessante perché raccoglie tantissime informazioni utili per le donne; in più è stato veramente all’avanguardia come uno dei primi spazi in rete in cui le donne hanno trovato un dialogo tra loro su temi come la tecnologia, l’informatica e internet.

Come pensa la crisi attuale influenzerà il mondo tecnologico?
In generale nel mondo digitale bisogna muoversi molto rapidamente e per essere competitivi bisogna sperimentare sempre nuove strade. Dada l’ha fatto acquisendo Namesco e Amen, siglando la JV con Sony nel campo dell’entertainment e utenti acquisendo Blogo. Ora stiamo preparando una nuova iniziativa nel campo dell’adv online. Quindi alla crisi si risponde efficacemente solo se si è in grado di innovare velocemente.

In Italia c'è abbastanza tecnologia per rendersi autonomi dagli States?
Certamente, e l’esempio di Dada che anzi, ha acquisito società anche negli Stati Uniti, ne è una dimostrazione concreta. Attualmente stiamo lanciando una piattaforma tecnologica avanzatissima di advertsing on line che si chiama Simply e che è stata sviluppata interamente all’interno di Dada, segno che non abbiamo nulla da invidiare alla tecnologia nordamericana.

E la ricerca pensa che in Italia stia  segnando il passo?
Anche se ho studiato e fatto ricerca negli Stati Uniti, vedo nel nostro Paese e nelle Università tantissimi ragazzi che sviluppano progetti di ricerca molto interessanti. Per lo sviluppo della nuova piattaforma di adv ad esempio, abbiamo acquisito know how andandolo a cercare proprio all’interno del Politecnico di Milano.

Infine, consiglierebbe ad una ragazza un percorso di studio come il suo?
Certamente! Quello che mi sento di dire a tutte le ragazze è di seguire le proprie attitudini e coltivare le proprie passioni.
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