di catluc
Carlotta aveva pochi ricordi dell'udienza che l'aveva vista
vittoriosa, ma molti del dopo...
Il suo difensore era felice che la sua opera avesse sortito
il previsto effetto e invitò la giovane donna a pranzare con lui. Diceva in
un ristorantino di poche pretese e nascosto agli occhi della gente, in via
Gluck, sì, la via della famosa canzone di Celentano.
Nel tragitto in auto con l'avvocato, Carlotta trattò delle varie parti
della sentenza, di come fosse stata condotta l'udienza e di altri particolari
legali. Un modo per intrattenersi, sembrava, prima di arrivare al ristorante.
Una volta in prossimità del locale, Luigi rallentò la marcia, quasi a
voler dare peso più alle parole della donna che alla strada. Il rallentamento
inquietò Carlotta che si azzittì improvvisamente, preoccupata anche dal
cambiamento di percorso che l'auto stava prendendo, andando verso la periferia
della città.
''Abbiamo cambiato idea? Non andiamo più invia Gluck?'' '' Ho pensato ad
un'altra alternativa. C'è un buon ristorantino sulla statale per la
Brianza'' ''Ma è lontano. Lei non deve tornare in studio?''
''Non mi aspettano fino al primo pomeriggio e quindi possiamo prendercela
comoda. Ma tu hai impegni?''
Il passaggio al ''tu'' confidenziale
preoccupò Carlotta non poco. Si sistemò meglio sul sedile allontanando le
gambe nude dal cambio dove era posata la mano.
''Beh, mi aspettavano in ufficio nel pomeriggio..'' ''Penseranno
che in tribunale è andata per le lunghe. Non mi preoccuperei poi
tanto''
E mentre parlava pigiava deciso il piede sul'acceleratore. Carlotta
era interdetta, ma non sapeva che fare. Scendere dall'auto in moto non poteva,
rispondere risolutamente che voleva tornare in città non le andava e quindi
lasciò che il destino si compisse.
Arrivarono ad un motel fuori porta chiamato ''Norwick''...Dal nome non si
prospettava niente di milanese. C'era un ristorantino, ma non è lì che Luigi si
diresse, ma alla reception. Tirò fuori 100 Euro ed ebbe una chiave Poi si girò
verso di lei e le disse: ''Ci facciamo portare il pranzo in camera. Tu
cosa vuoi da mangiare?''
Carlotta interddetta rispose: ''Non ho fame'' E
intanto pensava a quello che l'attendeva.Quell'uomo le piaceva, ma farlo così,
in un motel, a freddo, senza baci ne carezze? E poi come faceva lui
a essere sicuro di piacerle? Aveva fatto trapelare
qualcosa?
Mentre rifletteva sul da farsi, lui apriva la stanza da letto e la
introduceva con una lieve spinta, quasi a voler cancellare la sua
riluttanza.
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