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apparso su Articolo21, mese di aprile.
di
Cinzia Ficco
Di Bari le mancano il mare, la sua salsedine, il suo
odore, il vento di tramontana, i suoi colori. E poi i cornetti freschi, la
focaccia e le mozzarelle. La gente, il dialetto (o meglio dire i
dialetti). Mentre non ha nostalgia per l’arroganza ed il bullismo che talvolta
affiorano, la grettezza provinciale di alcuni suoi conterranei e la moda,
tipica di molti meridionali, di elogiare tutto ciò che viene dall’esterno.
Perché crede che il sud abbia molto da dire e da dare.
Si tratta di Caterina della Torre, redattrice ed esperta di marketing
e PR, nonché proprietaria di www.dols.net, sito delle donne on line, fondato
dieci anni fa.
Nata nel capoluogo pugliese nel 1958, sposata con una figlia, Caterina, Cate
per le amiche, vive da venticinque anni a Milano. Linguista, laureata in
russo e inglese, è passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni
in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell'Est Europa per il new business
e una breve esperienza in un network internazionale di pubblicità, ha
iniziato a lavorare su Internet. E dopo una breve conoscenza di Webgirls Italy,
passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato
a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora.
Dol's le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione
ed anche l'aspetto linguistico. Conosce infatti l'inglese, il russo, il tedesco,
il francese, lo spagnolo e altre lingue minori.
Caterina, come e quando è nata l’idea di dol’s? E’ nata
10 anni fa, dall’idea di quattro donne di voler far partecipe un mondo, quello
femminile, delle opportunità tecnologiche che si stavano affacciando sulla
scena. Allora di donne che lavorassero con le nuove tecnologie, ce ne erano
davvero poche. Però esistevano molti gruppi femministi online . Poi dol’s si è
sciolta per motivi vari, ma ha continuato a vivere con una sola delle socie che
ha portato avanti le sue idee, adeguandole ai tempi che
cambiavano.
. Ci sono tanti siti al femminile. Cosa ha di diverso il tuo?
E’ indirizzato alle donne, lasciando aperta la porta agli
uomini interessati a conoscere questo “misterioso' mondo femminile che sfugge
alle rigide griglie imposte dagli stereotipi sociali.
Il sito è diverso ed uguale a tanti altri siti. Diverso perché parla a tutti
con un’ottica femminile. Uguale perché sono sempre le donne il nostro
obiettivo.
. Cosa le donne possono trovare su Dol’s? Tutto e di più.
Cioè dol’s cerca sempre di venire incontro alle esigenze delle navigatrici che
spesso diventano anche nostre collaboratrici editoriali. Quindi pari
opportunità soprattutto, imprenditoria, donne e potere, donne e lavoro, ma anche
cultura, tecnologia, network etc…. Non parliamo di moda e arredamento. Poco di
viaggi, ma mai dire mai. Da poco abbiamo attivato un servizio di promozione dei
libri scritti da
donne.
Ma cosa chiedono oggi le donne rispetto a dieci anni
fa? Chiedono servizi mirati, informazioni non generiche. Le donne
non solo chiedono, ma fanno. Lo dimostrano i numerosi siti nati negli ultimi
anni. L’unico problema che insorge forse è questo: il sito web non è un gioco,
ma va curato, accudito, fatto conoscere, altrimenti resta una pagina
personale.
Lasciando perdere la retorica, le donne sono davvero
diventate più consapevoli di se stesse e del proprio valore? La
consapevolezza nasce dal sapere chi si è e quello che si vuole. E sforzarsi di
ottenerlo.
Quali i ruoli, le attività in cui le donne potrebbero
e dovrebbero spendersi di più? Forse bisognerebbe cominciare dalla
scuola. Meno lettere e più matematica. Il mondo è cambiato, sta cambiando. La
cultura tradizionalmente intesa non paga più. Deve rimanere un progetto
personale, un hobby. Per arrivare ai vertici bisogna capire più di economia,
statistica e numeri piuttosto che di greco e latino. O se lingue devono essere
che non siano quelle morte. Vi parla una che ha fatto il classico, al Flacco e
ha studiato lingue -russo e inglese- con Masiello e De Michelis.
Sei barese, ma vivi a Milano da venticinque anni. Secondo te
cosa differenzia davvero il Nord dal Sud? Ahimé sì, nel bene
e nel male, c’è differenza.. Ma questo è un lungo discorso che richiederebbe una
trattazione estensiva. Posso solo dire che al sud esistono le idee e la
creatività necessaria per farne una parte d’Italia vincente, ma mancano le
risorse. O quelle che ci sono vengono drenate
dall’illegalità.
Sei riuscita ad integrarti? Come sono le
milanesi rispetto alle pugliesi? Io abito a Milano da 25 anni. I
pugliesi a Milano sono molto ben integrati, ma spesso le vecchie
generazioni sognano la loro terra: gli ulivi, il mare della
Puglia. Sarebbe bello integrare queste due realtà Nord e Sud, così simili, ma
così lontane.
. Perché secondo te le donne non sono riuscite a creare una lobby?
Non c’è solidarietà tra meridionali e settentrionali? C’è, c’è
solidarietà, ma spesso allontanandoti, perdi le tue radici. Quanto a
lobby...sono in contatto con molte donne a Bari e credo abbiano forti rapporti
tra di loro. Bisogna vedere poi come attuano il coordinamento.
Cosa ti manca della tua città? Di Bari mi mancano
il mare, la sua salsedine, il suo odore, il vento di tramontana, i suoi
colori. E poi i cornetti freschi, la focaccia e le mozzarelle. La gente, il
dialetto (o meglio dire i dialetti). Mentre non ho nostalgia per l’arroganza ed
il bullismo che talvolta affiorano, la grettezza provinciale di alcuni e
la moda, tipica di molti meridionali, di elogiare tutto ciò che viene
dall’esterno. Perché credo che il sud abbia molto da dire e da dare.
Una donna che ti piacerebbe avere come sindaco di Bari? A
Milano il sindaco donna l’abbiamo già, ma preferisco non pronunciarmi.
E a Bari? Difficile da dire. Esiste già una tale parità
che può far pensare ad un sindaco donna? Non credo.
Tra pochi mesi dol’s compie dieci anni. Quali progetti hai per il
futuro? Lo saprete… per ora la partecipazione a due convegni
importanti quello de Il sole24 ore (Ilsole24Ore e i talenti femminili – 30
marzo) e quello di Somedia. (Prima di tutto Donna – 26 e 27 marzo) Poi
vedremo.
. Quale il personaggio che ti piacerebbe ospitare nel
“salotto'' di Dol’s? La Bonino. Non sono radicale, ma la Bonino è
una superdonna. E poi la Gabanelli, di baresi Nunzia
Bernardini.
. Cosa vuoi che Dol’s diventi tra altri dieci anni?
Prima di tutto vorrei che Dol’s continuasse ad esistere. Il che
sarebbe una bella vittoria. Poi che diventasse un marchio riconosciuto da tutte
le donne per essere sempre dalla loro parte. Dols, non bambole (dolls), ma donne
on line.
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