Green book

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Green book – film bello perché scompagina le categorie con le quali di solito si approcciano i problemi di pelle, etnia, colore, religione

di Patrizia Rautis

GreenBookNon so se vincerà uno dei tanti Oscar cui è candidato; di sicuro vince il primato nella mia personale classifica dei film dell’anno.

America degli anni ‘60, quando si era già lontanissimi dalla fine della schiavitu’ ma ancora impastoiati nel groviglio di pregiudizi razziali che, specie negli Stati del sud, raggiungeva livelli paradossali. Ma il film non è bello perché è una storia sull’eterna questione razziale (chissà se mai l’umanità ne uscirà!). È bello perché scompagina le categorie con le quali di solito si approcciano i problemi di pelle, etnia, colore, religione.

È la storia di un viaggio che compiono il talentuoso, colto, raffinato pianista nero e il suo autista italoamericano, rozzo, ignorante, piu’ portato a menar le mani che a ragionare. È anche la storia vera dell’amicizia insospettabile e imprevedibile che nasce tra i due e che è stata scritta dal figlio di Tony Vallelonga, l’autista italiano appunto, costretto a rendersi conto che anche lui -in quell’epoca- non è che l’esponente di una marginale ‘razza inferiore’, con qualcuno che gli da’ del ‘mezzonegro’ per umiliarlo e metterlo a tacere.
La storia di un ‘viaggio nella conoscenza’; conoscenza dell’altro, di quello che gli sta e ci sta intorno, del potere catartico dell’arte e della musica, della solitudine e soprattutto della stupidità del pregiudizio. La conoscenza, non il buonismo, come solo antidoto contro la stupidità del pregiudizio.
Tutto in salsa leggera, poetica, a tratti anche umoristica.

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Profilo Autore

Caterina Della Torre

Proprietaria di www.dols.it di cui è direttore editoriale e general manger Nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell’Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L’esperienza di dol’s le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l’aspetto linguistico (conosce l’inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :) ). Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all’imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile, da più di 10 anni si occupa di pari opportunità. Redattrice e content manager per dol’s, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.it.

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