Piccoli itinerari di viaggio – Thailandia 5

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Ci dicono che la visita alla tribù delle donne ‘dal collo lungo’ è imperdibile.

Thailandia mon amour ( quinta parte) . Itinerari di viaggio di Patrizia Rautiis

continua da http://www.dols.it/2018/01/15/piccoli-itinerari-di-viaggio-thailandia-4/

Così ci andiamo e in mezzo alla foresta troviamo due/ tre villaggi di capanne di legno e poco più avanti uno dei tipici mercatini di pezze e chincaglieria.
ci sono solo donne, intente ai lavori di tessitura e vendita, e i loro bambini. Ragazze davvero belle: occhi a mandorla malinconici e corpi esili come giunchi. Molte di esse hanno al collo un pesante collare di cerchi di ottone che ne allunga il collo in modo innaturale.

Uomini ne vedo solo due, dentro un gabbiotto all’ ingresso dell’area, dove incassano soldi e giocano con un PC (?). Bastano pochi minuti per capire che non si è dentro un villaggio autenticamente rimasto fuori dalla ‘civiltà’ , ma piuttosto ad una strana operazione d marketing turistico. Si tratta di una comunità denominata Kaian di origine birmana, apolide, che perseguitata da quel governo si è trasferita in questa zona di confine tra Birmania e Thailandia.

L’uso del collare (forse nato per difesa dagli animali feroci o forse solo da una moda …non si sa) stava scomparendo, quando queste persone sono state costrette a trasferirsi in questo angolo di mondo, dove l’insana usanza è stata ripresa e alimentata – deve pensarsi- a soli scopi turistici e di sfruttamento …ancora una volta, guarda caso, di donne e bambine. Il pesante collare produce gravi danni alla salute e la sua imposizione è irreversibile, perché la persona non sarebbe più in grado di tenere eretto il capo. In pratica vi sono buoni motivi per pensare che questo villaggio nella foresta thailandese non abbia niente della ‘filosofia del buon selvaggio’ e sia solo un fenomeno di sfruttamento sconosciuto ai più (e Amnesty International e simili dove sono !??).
Compro qualcosa perché questo chiedono gli occhi tristi di queste bellissime ragazze e bambine, senza sapere bene se e quale turpe mercato ci sia dietro…ma so bene che l’unico prezzo pagato è la profonda tristezza che mi prende e mi prenderà tutte le volte che mi torneranno alla mente questi volti.

continua

 

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Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

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