Io esisto, dunque inquino

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Il mondo progredito e non continua ad inquinare, ma non abbiamo mai pensato a ciò che vedremo su questa terra.

 

di Marina Clara Borghetti

Negli anni 80 gli economisti prevedevano che la forbice tra povertà e ricchezza si sarebbe allargata al punto di avere molti poveri e pochi ricchi, ma molto più ricchi, riducendo drasticamente il ceto medio. Ma erano gli anni degli yuppies, dell’ edonismo reganiano, degli accessori luccicanti. E si sa che la lungimiranza è merce rara. Oggi siamo in una situazione simile a quella prevista all’ epoca e nulla fa presagire che ci possa essere i miglioramenti se non cambiano i meccanismi che regolano questa società complessa.

Partiamo dagli sprechi. Parola ormai inflazionata che fa sbuffare il solo sentirla. Perché non riesce a catturare l’interesse della gente? Forse perché richiede una modifica sostanziale dei consumi e degli acquisti. Non vediamo le discariche e il loro spaventoso contenuto . Non vediamo gli inceneritori ma li combattiamo perché sappiamo che contribuiscono ad emissioni di nano particelle pericolose. Non vediamo i quantitativi incredibili di elettrodomestici, di bottiglie di plastica, di imballaggi, di abiti, di automobili, di chimica, di cibo e molto altro ancora che scartiamo ogni giorno nel mondo.

Fingiamo di non sapere, perché ormai ci sono tutti gli strumenti per sapere. Non vogliamo discariche ed inceneritori ma continuiamo imperterriti a sprecare. Le soluzioni ci sono ed ormai non c e più tempo per decidere con calma bisogna passare ai fatti. Concreti ed applicati da tutti indistintamente, non solo per nicchie di persone con sensibilità ambientale. Da parte delle donne c’ è maggior attenzione sull’ argomento e in numero maggiore partecipano a cambiamenti alimentari, ad iniziative e cooperazioni per avviare progetti mirati.
Dobbiamo lavorare per il nostro destino. Le condizioni del pianeta, per chi si occupa o se ne interessa in modo approfondito, sono davvero preoccupanti. Non stiamo parlando di cosa lasceremo ai nipoti, ma di quello che vedremo ancora noi qui su questa terra.
Io inquino, dunque esisto.

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Dols

Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

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