QUANDO A QUALCUNO LA PAROLA “STUPRO”NON BASTA

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Ci resta quella sensazione di sporco attaccata addosso, di qualcuno o qualcosa che comunque, come sempre, oltre al danno su noi donne aggiunge anche e sempre la beffa.

Non so voi…ma io ho addosso una brutta sensazione da qualche giorno.
Non e’ “solo” legata all’aumento esponenziale della violenza su noi donne che mi pare sia palese in questi ultimi tempi ,come se non bastasse già il triste primato dei femminicidi in Italia.
E’ qualcosa che mi si è  appiccicata addosso con un senso di sporco indefinito..qualcosa nato dalla diffusione delle trascrizioni dei terribili verbali delle due donne di Rimini .
Scrivo, fra l’altro,volutamente due donne dato che mi e’ parso superfluo anche lo specificare la qualità di genere di una delle due vittime fatta dalla stampa .
Due donne, quindi.

Insomma, non so se anche a voi abbia fatto lo stesso effetto..ma a me e’ sembrato un altro stupro per le due protagoniste.
Mediatico, certo non paragonabile all’altro è ovvio, ma un altro stupro.
Una mancanza di rispetto ,una concessione ad un probabile voyerismo consapevole o meno di chi si nutre di quanto malsano e sempre piu’ forte debba essere messo in giro e comunicato .
Oggi , a mio parere, e’ un momento storico in cui “non basta mai” . Niente e’ “abbastanza”.
Momento in cui la gestione delle proprie emozioni,del proprio vissuto intimo è talmente sconosciuta e lontana ai piu’ che solo sferzate di violenza espressa con sconcertante realismo possono far sentire “vive” certe menti, alimentandole in maniera sempre piu’ forte, scorretta e violenta .
Questo modo , purtroppo, credo fortemente abbia alimentato, ancora una volta, l’aver reso pubbliche certe dichiarazioni .
Dichiarazioni rese con chissà quale inimmaginabile sofferenza da quelle donne .Una cosa e un fatto reso possibile in modo aberrante, ignobile, vigliacco .
Assolutamente e decisamente disgustoso.
Qualcosa di orrendo , nella peggiore tradizione del trash di una stampa che non oso neanche lontanamente definire giornalismo, perchè  infinitamente, ritengo, ne sia lontano.
Alla fine, tanto ,alla luce di tutto questo quello resta a noi donne lo sappiamo solo noi,in fondo.
Resta questa sensazione di sporco attaccata addosso,di qualcuno o qualcosa che comunque , come sempre, oltre al danno su noi donne aggiunge anche e sempre la beffa.
Qualcosa che non arriva mai a trasmettere esclusivamente la sensazione di sgomento e paura che spingiamo sempre più in fondo al nostro animo . Comunicando “fuori” come con questa conviviamo e cerchiamo di farlo oggi, per continuare a vivere come ormai vogliamo, e abbiamo conquistato a caro prezzo .
La sensazione vaga di paura, di timore e sgomento verso qualcosa che, indefinita, potrebbe paralizzarci nell’uscire e rientrare di notte serene dopo una bella serata passata fuori.
O quella provata di un vialetto per arrivare a casa dai contorni non più solo familiari ma intrisi , oggi ,di un buio che non ci piace.
Insomma, qualcosa che, di fronte all’orrore di parole esposte agli occhi di tutti viola l’intimo essere di ognuna di noi, e non solo delle due sventurate nostre “sorelle” di Rimini.
Anche se “solo”, diràù qualcuno, con parole,scritte e divulgate.
Che dire allora? Sinceramente non so.
Credo che tanto, forse troppo , vada ricostruito . Ricostruito nel tornare umani.
Nel tornare capaci di rispetto, sensibilità ,nel far passare la differenza fra cosa sia indegno, volgare, violento .Credo che sia un processo lungo, lunghissimo. Ma da tentare ,doverosamente.
Penso da tempo che la piu’ grande mancanza di oggi sia l’educazione alla gestione delle proprie emozioni, la capacita’ di non essere solo intelligenti nella comprensione di fatti e nozioni,per chi lo cerca, ma di esserlo “emotivamente”.
Emotivamente ,perchè solo la capacita’ di possedere una “intelligenza emotiva” e’per tutti ,ma soprattutto per i nostri ragazzi ,il metro per capire ed avvertire ,semplicemente,la sensazione di “sporco” addosso e di violenza nell’anima di cui scrivevo sopra a proposito della pubblicazione ignobile dei verbali di Rimini.
Sensazione che, evidentemente, resta racchiusa fra noi..che ce la raccontiamo sgomente qui, per esempio, mentre intorno divampa ben altro.
Allora? Cosa ci resta intanto? Al netto di questo orrore divulgato?
Cosa?
Non so,personalmente credo la consapevolezza di non arrenderci.
Di non farci vincere dalla Paura.
Di corazzarci, in senso fisico e mentale sempre di piu’.
Di avere non solo lo spray al peperoncino nella borsa ma anche la capacita’ di reagire a tutto questo con mente e cuore.
Facendoci una metaforica doccia di questo ennesimo schifo gettato addosso sulla pelle di noi donne… andando avanti.Semplicemente.
Vigili, accorte, belle come ci sentiamo , dentro e fuori e coraggiose.
Con il coraggio che conosciamo, quello che possiamo trovare solo dentro di noi.
Quello che , da generazioni, sappiamo bene possiamo trovare solo e dentro di noi.
Perche’ ”fuori”, tanto, la gara mediatica di oggi è anzi a togliercelo questo Coraggio Coraggio che a noi donne, come sempre sappiamo bene.. non lo regala nessuno .

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Profilo Autore

Milene Mucci

Milene Mucci. Nata il giorno della Befana ad Arezzo ma adottata da anni dall ombra delle Apuane e del mare di Carrara. Troppo piccola al tempo del ’68 ma non abbastanza da non coglierne il fascino e l 'emozione unici. Due figli ormai adulti. Si occupa di comunicazione e counseling.. Impegno in battaglie per i diritti civili prima con Ignazio Marino e con Pippo Civati . Gia’ membro della Direzione Regionale del Pd Toscana ne e’ uscita nel luglio 2015 per proseguire l’impegno in “Possibile” fondato da Civati. Si occupa di formazione alla Legalita' tramite la Fondazione "Antonino Caponnetto" di cui e' referente. Scrive da anni per Dol's,che ama ,ed e' blogger su Huffington Post ed altre testate .

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