Intimità: il piacere di comunicare

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Per essere in armonia con l’altro è indispensabile promuovere un buon livello di Intimità. L’intimità non arriva naturalmente, in molte coppie non esiste affatto, in realtà i ragazzi e gli uomini hanno spesso imparato ad evitarla nel corso degli anni.

 

Talvolta i nonni tentano di recuperarla nel rapporto di tenerezza con i nipoti, alla fine della propria esistenza. Un quadro d’altri tempi, dove si promuoveva un’educazione rigida con sani e chiari principi, al cospetto di fragili identità maschili e femminili. Ci vuole coraggio e competenza per insegnare ad abbracciare il principio dell’ intimità che inizia con il dialogo il che significa: saper parlare con amore e dire la verità.
Parlando con amore senza slealtà, ci si espone all’altro e si rompe il muro della difesa, se questa l’interlocutore non ha troppe paure per abbattere il blocco comunicativo. Sembra facile dirlo, ma in realtà farlo in pratica non è cosi semplice! Una parte del mio lavoro di sessuologa è quello di aiutare i pazienti ad imparare l’abilità comunicativa a sostegno della relazione, piuttosto che a utilizzarla a strutturare conflitti.

Un primo livello di comunicazione è semplicemente chiarirsi su ciò che è va bene e quello che non si accetta dell’altro. Questa piccola chiarificazione spesso non accade nelle comuni relazioni di parentela e anche di amicizia, perchè risulta difficile avere uno spazio alla comunicazione con persone che non lo concedono. Le ragioni sono le più svariate: il tempo, la voglia di entrare nel merito di alcune tematiche ritenute non interessanti o peggio svantaggiose per sé da affrontare. Pertanto, non è data la possibilità di comunicare alcunché, dunque si congela il rapporto e si ferisce immancabilmente l’altro che vorrebbe esprimere qualcosa. Le conseguenze sono molteplici e dipendono non solo dalla sensibilità dei reciproci interlocutori, il che sarebbe anche sufficiente a stabilire delle regole future di comunicazione, ma soprattutto dall’intelligenza emotiva delle parti. Questa digressione sulla comunicazione in generale, scivola nel tema dell’intimità di coppia che riproduce immancabilmente il mondo in cui si è abituati a navigare.
Dunque si è usi e creare freddezza, sensi di colpa, ricatti morali per ottenere quello che si vuole è facile che nella coppia si creino gli stessi blocchi comunicativi.
Le disfunzioni sessuali sono solo l’anello finale di una lunga catena di disfunzioni relazionali che iniziano al principio della propria storia.
Ogni coppia negozierà i confini della propria comunicazione: ciò che è individuale, ciò che è solo della coppia, e ciò che appartiene al mondo esterno. L’architettura di un rapporto è costituito da una rete di regole e ruoli che si iniziamo a delineare fin dal primo incontro. Non cessa mai di stupirmi come una piccola unità di due partner sia un sistema sociale così complesso che riprodurrà piccoli mostri nevrotici o amorevoli figli. Nel momento in cui due persone diventano una coppia hanno deciso di negoziare i confini: ciò che è dentro e ciò che è fuori.
Le domande sarebbero svariate sin dall’inizio dell’unione.
Che cosa siamo liberi di fare da soli e che cosa abbiamo in comune? Andiamo a letto allo stesso orario? Uniamo le nostre finanze? Ci riuniremo con la mia famiglia ogni Natale?
Ho pensato di viaggiare da solo.
Uno sguardo, un commento, un silenzio livido sono gli indizi che abbiamo sempre per meglio interpretare la negoziazione che c’è in rapporto di coppia, dove naturalmente il linguaggio da preferire sarebbe quello extraverbale. Si deduce dalla frequenza e dalla maniera con cui si parla, quanto la condivisione sia prevista o meno. Si validano insieme le rispettive amicizie e si decide se sia importante avere il permesso di essere con altri non in compagnia del partner. Gli ex-amanti sono inclusi anche nella regola del rapporto: si definisce se poter parlare di loro o se rimanere amici su Facebook? Queste regole sono diverse in ogni relazione, ed è molto singolare come i figli di genitori divorziati avvertano il disagio dell’omertà comunicativa e del cambiamento.
La persona può cambiare in base alla relazione e le preferenze individuali seguono queste trasformazioni nelle diverse fasi della sua vita. Le coppie di maggior successo sono agili, e permettono che questa trasformazione si realizzi permanentemente.

Un elemento molto importante di un’efficace connessione erotica è la comunicazione. Se entrambi i partner comunicano apertamente le proprie esigenze, si superano molti ostacoli nella coppia e anche nel mondo esterno.
Amanti non si nasce, lo si diventa; non è mai troppo tardi per avere una vita sessuale gratificante!
Tuttavia, per molte persone, comunicare i propri desideri è impossibile, soprattutto perché non si riconoscono in essi per vergogna o paura. Ci si può sentire più sicuri di sé e rimanere passivi, vivere gli incontri sessuali a filo di gas o essere nella vibrazione con il partner.
Bisogna passare attraverso una responsabilità di scelta del piacere. Questa è una transizione difficile. Ci sono due passaggi interni che devono verificarsi prima che si possa pensare di entrare in uno spazio erotico: dalla performance → al ruolo di amante.
Parlare il linguaggio del desiderio fuori dall’intimità, non solo durante i momenti caldi è il preludio di un benessere insieme.
Se il timing non è corretto, le parole sembreranno stupide ed essere la stessa causa di blocco o irritazione del partner, non ancora in ascolto. Quando ci si sente frustrati sessualmente, probabilmente si è irritabili, meno pazienti, più aggressivi e senza tatto. Invece di dire: “mi piacerebbe più essere accarezzata” diciamo: “Non mi baci mai” o peggio ancora “Non ho mai avuto questo problema con il mio fidanzato precedente.” La comunicazione sessuale esplicita, soprattutto quando ci sono difficoltà, è preferibile affrontarla fuori dalla camera da letto, per evitare irreparabili traumi.
Pur conoscendo il valore della comunicazione verbale e delle parole dette al momento giusto, considero che la comunicazione del corpo sia la migliore strada per raggiungere un buon livello di intimità. Il corpo è la nostra lingua madre; esprimiamo così tanto nel linguaggio fisico molto prima di poter pronunciare una sola parola. C’è molto più da svelare comprendendo che il corpo può esprimersi nella sua totalità con i gesti e con uno sguardo amorevole, con il tono della voce e con le formule magiche delle espressioni che abbiamo in comune con la persone che amiamo. Prendete delicatamente la sua mano, guidatela, muovendola in modo localizzi quella parte che vi piace.
L’ eccitazione non immediata, parla il linguaggio dell’eros e dell’intimità.
La consapevolezza è nel tempo dedicato per creare uno spazio erotico in cui esiste il piacere fine stesso, dove “il piacere è la misura”, dove il sesso può avvenire senza pressione reciproca. Quali sono i segnali, codici e rituali che voi e il vostro partner eseguite per stabilire il confine tra il lavoro e i vostri momenti erotici? Mi farebbe piacere avere vostre notizie.
7.09.17 Maria Paola Simeone

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Profilo Autore

MARIA PAOLA SIMEONE

Maria Paola Simeone Maria Paola Simeone ginecologa, sessuologa, ha creato una proposta di modello organizzativo per un Servizio di sessuologia per la prevenzione della violenza. Lavora presso il Consultorio Familiare nella Asl a Bari; si occupa di: adolescenza, menopausa, problemi di coppia, di identità di genere, di dolore pelvico.  Nelle scuole ha attivato corsi sull’affettività, sulla sessualità, per la consapevolezza nella comunicazione virtuale e per la diagnosi precoce dell'endometriosi. E' docente all'Università IULM al Master sulla Comunicazione in Ginecologia organizzato dall'AOGOI.  E’ membro della FISS (Federazione di sessuologia), dell'EFS (Società Europea di Sessuologia) e dell'ESSM (Società di Sexual Medicine). Partecipa ai convegni internazionali e alla ricerca in ginecologia e sessuologia. Autrice del libro ”l‘intimità perduta, oltre la sessualità alla ricerca dell'eros" Europa edizioni 2014

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