Donne e tecnologia, un rapporto da ricucire

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C’è ancora molto da fare per superare il gender gap, specialmente in settori specifici come la tecnologia: ecco qual è lo stato dell’arte in questo comparto, secondo recenti ricerche, e qualche esempio pratico che si pone l’obiettivo di avvicinare ancora di più donne e progettazione innovativa.

Ci sono ancora poche donne nel mondo della tecnologia: a dirlo non è un focus “femminile”, tacciabile di scarsa oggettività, ma una indagine realizzata dall’US Bureau of Statistics, che ha studiato i trend negli Stati Uniti che, in maniera più o meno simile, possono essere presi d’esempio anche nei Paesi europei e in Italia.

Dati negativi. E dunque, l’ufficio statistico americano ha scoperto che le donne rappresentano il 55% di tutti gli studenti universitari e laureati in generale negli Stati Uniti, ma nei ruoli tecnologici manca l’emersione di talenti femminili: infatti, solo il 14% di tutti gli ingegneri e il 25% di tutti i professionisti IT sono donne così come solo il 18% dei laureati in informatica.

Le donne sono sottorappresentate. Ancora peggio va se si analizza il futuro lavorativo delle donne: all’interno dei principali gruppi attivi nel comparto tecnologico, infatti, è “rosa” solo una quota che oscilla tra il 13 e il 24% dei posti di lavoro e tra il 17 e il 30% delle posizioni di leadership, a riprova di una forte sottorappresentanza. Inoltre, quasi 4 signore su 10 che hanno conseguito una laurea in ingegneria lascia la professione o non lavorano nel settore.

Poca attenzione ai nuovi ruoli. Questo scenario non sembra purtroppo essere destinato a mutare nel breve medio termine, specialmente sul fronte delle nuove professioni: sempre guardando agli Stati Uniti, sono ancora pochissime le donne che ricoprono ruoli tecnici innovativi all’interno delle aziende, che raggiungono circa il 25% tra i big data engineer e i digital information officer, e una percentuale ancora inferiore tra gli esperti in IoT, cyber security, data protection e mobile application, mentre non c’è alcuna signora tra i data scientist.

Le nuove professioni. Intervistando gli studenti di università e college oltreoceano, poi, si nota come ci sia anche scarsa informazione su queste professioni, soprattutto nel caso delle ragazze, anche se le figure del Data Scientist e del Big Data Engineer suscitano curiosità in chi sta seguendo un percorso di studi in campo tecnologico e informatico. Ma le opportunità a disposizione delle donne per emergere online sono molteplici anche alle nostre latitudini, dove è sempre più semplice mettere alla prova la propria capacità sul web.

Le basi per cominciare. Oggi il business corre su Internet, e non basta più “aprire un sito” per farsi notare: per competere ad esempio nel campo dell’ecommerce è importante creare una vera e propria infrastruttura che possa accompagnare la propria strategia d’impresa e dare alle proprie idee la possibilità di trovare consensi (e acquirenti) online. Uno dei principali interventi in questa direzione è dotarsi di una rete che garantisca velocità, potenza e backup dei dati, ambito in cui si fanno preferire i Servizio Hosting Professionale di Flamenetworks, società specializzata che opera su base nazionale.

Ridurre il gap. E proprio ad aumentare il numero di donne impegnate in ruoli scientifici e tecnologici è orientato il progetto “Women in Tech”, annunciato da General Electric, che mira a colmare il Technology Gender Gap attraverso l’inserimento di 20 mila in questo comparto entro il 2020. In dettaglio, il programma si concentra ai settori della progettazione, produzione, ingegneria, IT e product management, per riequilibrare la presenza di genere anche all’interno dell’azienda americana.

Uno sguardo differente. Insomma, nonostante gli sforzi e i tentativi compiuti dal sistema scolastico, universitario e industriale, i settori tecnologici e ingegneristici sono ancora dominati dagli uomini; ancora più grave, le prospettive di crescita dei talenti femminili sembrano ancora troppo basse e insufficienti a soddisfare le esigenze future delle aziende: non si tratta di salvaguardare meccanicamente delle posizioni, ma di assicurare uno sguardo differente alla tecnologia e alla produzione, grazie all’apporto innovativo e creativo delle donne.

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Profilo Autore

Alessia Baldassarre

Alessia Baldassarre – Nata a Napoli l’11/04/86, e laureata in Organizzazione e Gestione del Patrimonio culturale e ambientale, ha perfezionato la propria formazione attraverso un’esperienza di studi in Germania e una borsa di studio in ‘Territorial Improvement and Social Community Manager’. Dopo la laurea è stata redattrice per alcuni giornali, ha lavorato nel settore dell’organizzazione, comunicazione e promozione culturale ed in quello dell’accoglienza e progettazione turistica, nel volontariato. Negli ultimi anni, si è specializzata in giornalismo e comunicazione on line e in Social Media editing.

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