Chiara Gily, da wedding planner a wedding writer

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Ha fatto della sua passione per i matrimoni un lavoro. E poi l’ha trasformata in fonte d’ispirazione per i suoi libri.

chiara-gilyscherzi-del-destinoOra che il suo primo romanzo, Scherzi del destino, è fresco di stampa, Chiara Gily ci racconta come è riuscita a conciliare la sua forma mentis di commercialista, che le ha fatto ottenere un importante impiego nella PA, con la fantasia e la creatività.

Non provate a definirla: sarebbe impossibile. Chiara Gily è nata a Napoli, ma per un po’ è stata milanese − per lavorare in pubblicità e nelle pubbliche relazioni – ed è triestina di adozione. E, per non dimenticare le sue origini, scrive per La Repubblica il “blog d’autore” Una napoletana a Trieste, in cui commenta, con il suo punto di vista da ‘expat’, la vita in una città del Nord, Trieste, solo apparentemente diversa dalla sua.

Oggi Chiara Gily lavora nella Pubblica Amministrazione per la Regione Autonoma Friuli Venezia-Giulia, ma fino a ieri si divideva tra la professione di dottore commercialista (è laureata in Scienze Politiche e consulente aziendale) e l’attività free lance di wedding planner, attraverso il blog di settore Gily Weddings, in cui riunisce le sue passioni: la moda, la buona cucina, i matrimoni raffinati. Interessi che le hanno ispirato i suoi libri. Ma scopriamo un po’ alla volta questa vulcanica autrice…

Partiamo dal tuo ultimo libro, e primo romanzo: Scherzi del destino, appena uscito nella collana “A cuor leggero” di Cento Autori. Anche la genesi del libro ha un po’ a che fare con il Fato, no?

Il romanzo non poteva non chiamarsi così, essendo nato sotto una buona stella: grazie a Cosmopolitan, mensile con cui collaboro, ho conosciuto una ragazza fantastica, Chiara, che mi ha messo in contatto con la preziosa editor – anche lei si chiama Chiara! – con cui ho iniziato il viaggio della scrittura che mi ha portato fino a oggi, con il libro tra le mani e la mia espressione ancora incredula! Ho poi scoperto che la mia editor non solo era di Napoli, città in cui ho vissuto fino a nove anni fa, ma abitavamo nello stesso quartiere, senza mai esserci incontrate! La cosa più bella è che ho ricevuto la proposta di scrivere il romanzo proprio alla mezzanotte del mio compleanno! È stato un regalo fantastico (e inaspettato).

Le protagoniste del tuo romanzo, Bianca e Marilori, diventano amiche grazie a un blog. E ciascuna farà per l’altra qualcosa di molto importante. Sempre più spesso, oggi, ci si lega, anche per tutta la vita, dopo essersi conosciuti sul Web. L’affetto che c’è tra le due ragazze trae spunto dalle tue esperienze reali?

Ebbene sì: i miei rapporti di amicizia più autentici sono nati proprio grazie alla Rete. Forse perché è finito il tempo in cui su Internet vigeva l’anonimato e si usavano nickname. Sul Web ci si mette la faccia, si è onesti e, proprio per questo, quando si passa dall’on line all’off line, sembra di conoscersi da sempre. Internet per me è un mezzo incredibile anche per restare in contatto con le persone che amo e che sono lontane; inoltre, grazie alla Rete, sono nate molte mie collaborazioni lavorative.

Bianca e Marilori, l’una milanese, l’altra pugliese, hanno alle spalle tradizioni e valori familiari diversi, ma si incontrano sul piano della creatività in cucina. Quanto c’è, in te, di ciascuna delle due protagoniste?

Ho molto in comune con entrambe: sento anch’io profondamente i valori della famiglia e dell’amicizia e ritengo fondamentale avere un lavoro e un’indipendenza economica dal proprio compagno. Purtroppo non so cucinare bene come loro… Ma ci sto lavorando!

Sei nata a Napoli e lì hai completato gli studi, hai lavorato per un breve periodo a Milano, oggi vivi a Trieste con la tua famiglia: marito e figlioletto. Cosa ti manca di più del Sud Italia e cosa invece ti ha conquistato del Nord?

Vivo a Trieste da nove anni e, appena arrivata, ho scoperto che la città era definita “la Napoli del Nord-est” per le tante similitudini tra le due città. L’amore per il mare, l’elogio della lentezza, il cuore grande degli abitanti le rendono molto vicine e anche il caffè a Trieste è ottimo! Del Sud mi mancano tantissimo gli affetti: a volte mi sale quella che i napoletani chiamano appocundria, che mi passa solo prendendo un aereo o un treno per raggiungere le persone a me care.

Dal 2011 collabori con l’edizione italiana di Cosmopolitan, con una rubrica molto seguita di economia e lavoro, in cui spieghi alle lettrici come gestire le finanze senza rinunce. In tempi post-crisi, ci vuoi svelare qualche segreto?

Sembrerà banale, ma il primo consiglio è quello di iniziare a risparmiare non appena si inizia a guadagnare. Non bisogna per forza fare grossi sacrifici: basta accantonare una percentuale, anche piccola (5%-10%), del proprio reddito e destinarla a un carosello che sarà molto utile nei periodi di calo lavorativo o spese improvvise (quelli che gli americani definiscono i rainy days). Un altro consiglio è di non avere “paura del fisco” e arrivare preparate al momento della dichiarazione dei redditi con la documentazione necessaria e in ordine, in modo da non affannarsi negli ultimi giorni a recuperare carte e ricevute. Molti soldi si “perdono” perché non si è attenti nella tenuta della propria contabilità! Il terzo è di preoccuparsi per il futuro a lungo termine e iniziare a pensare a una pensione integrativa. Anche in questo caso, non servono grosse cifre, né occorre rinunciare a vacanze e aperitivi con gli amici. Ma, prima si inizia, meglio è!

Ti intendi di moda e hai pubblicato con Astraea L’abito da sposa. Manuale di eleganza nuziale: un testo apparentemente per poche, che ha conquistato molte. La domanda è d’obbligo: com’era il tuo vestito da sposa?

Ho scelto un modello scivolato, in seta, accollato ma con la schiena scoperta. Purtroppo, dell’abito mi resta solo il ricordo: tre anni fa ho letto su Internet un annuncio di una ragazza americana che aveva perso il lavoro proprio quando aveva deciso di sposarsi e chiedeva aiuto per avere in prestito un vestito di nozze. La sua storia mi ha talmente commosso che ho deciso di prestarglielo e gliel’ho inviato negli Stati Uniti. Peccato, però, che del vestito e della ragazza abbia perso le tracce subito dopo averglielo spedito! Ogni tanto, la rete gioca anche brutti scherzi… O forse il destino mi sta dicendo che dovrei rinnovare i voti matrimoniali e comprarmi un nuovo abito!

Chiara Gily, Scherzi del destino, “A cuor leggero”, Cento Autori, 2016, pp. 192, € 7.50

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Profilo Autore

Chiara Santoianni

Chiara Santoianni, scrittrice, giornalista, counselor e docente, pubblica dal 1984 e ha collaborato a numerosi quotidiani e periodici italiani. È autrice del saggio Popular music e comunicazioni di massa (ESI, 1993), del manuale Sicurezza informatica a 360° (Edizioni Master, 2003), del libro per ragazzi Preso nella Rete (Sesat Edizioni, 2012). Ha scritto inoltre il romanzo umoristico Il lavoro più (in)adatto a una donna (Cento Autori, 2011) e i romanzi di chick lit Il diario di Lara (ARPANet, 2009), Provaci ancora, Lara! (ARPANet, 2012) − vincitori delle edizioni 2008 e 2012 del concorso ChickCult −, Cocktail di cuori e Missione a Manhattan (Cento Autori, 2015 e 2016). È autrice e curatrice della raccolta di racconti di chick lit Volevo fare la casalinga (e invece sono una donna in carriera) (Albus 2012) e, dal 2015, della collana di Cento Autori "A cuor leggero". Inoltre, è autrice delle guide turistiche Enogastronomia, Turismo Balneare, Turismo Giovanile, Turismo Enogastronomico (Electa Napoli, 2004-2006); co-autrice delle guide di viaggio Pacific Coast (Edimar, 1999) e Napoli. Costa e isole (De Agostini, 2002). Suoi racconti sono contenuti nei volumi collettivi Lavoro in corso (Albus Edizioni, 2008), Timing semiserio per un matrimonio quasi perfetto (ARPANet, 2011), Non proprio così (Giulio Perrone, 2011), ManifestAmi (2013). Ha scritto per anni la rubrica Numerando per la rivista d’informatica “Internet Magazine”. Ha inoltre ideato e realizzato il sito web Chiara’s Angels − finalista al Premio DonnaèWeb e all’Italian eContent Award 2006 − e il blog di recensioni librarie Spazio Autrici. La sua passione, oltre alla scrittura, è la tecnologia in tutte le sue forme.

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