MILANO: DONNE ALL’INSEGUIMENTO DEI CANDIDATI SINDACO

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Il grado di civiltà di una società si misura dalla partecipazione alla vita pubblica delle donne.

La vera novità delle amministrative di Milano è stata sicuramente il progetto #GenderQuestionTime  organizzato da sette associazioni che si occupano di diritti delle donne, che ha costretto i nove candidati sindaco a rispondere alle istanze delle donne, dapprima in una video intervista (che potete trovare sui siti delle associazioni) e poi in un confronto avvenuto il 6 maggio allo Spazio Tadini con quattro candidati, di persona o con i propri rappresentanti.

Come ultimo atto del progetto, le associazioni hanno organizzato il 14 giugno alle Stelline un’intervista a Sala e Parisi, condotta dalla giornalista del Corriere della Sera e de La27ora, Rita Querzè.

Sala ha risposto alle domande della giornalista, ribadendo quanto già sostenuto: sì alla giunta e alle partecipate con pari presenze di donne e uomini e alla vicesindaca. No all’assessora alle pari opportunità – chiesta con forza dalle associazioni – ma politiche attente alla parità e trasversali a tutti gli assessorati. Inoltre, Sala si è impegnato contro le pubblicità sessiste.

Parisi invece non si è presentato né ha concesso successivamente l’intervista alla giornalista che si era dichiarata disponibile.

Un gesto politicamente sbagliato e penalizzante per il candidato del centro destra, che non tiene conto che le donne, entrate con forza nella campagna elettorale anche grazie al progetto #GenderQuestionTime, possono diventare determinanti al ballottaggio.

Un errore che si aggiunge a quello già commesso all’atto della composizione delle liste per il Consiglio Comunale in appoggio a Parisi Sindaco, che se sarà eletto, conterà nella sua maggioranza solo quattro donne consigliere su 29, mentre in caso di vittoria di Sala, entreranno in Consiglio quindici donne su 29, in entrambi i casi su un totale complessivo di 48.

Non dimentichiamo che il grado di civiltà di una società si misura dalla partecipazione alla vita pubblica delle donne.

 

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