Donne della storia milanese al Famedio

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Milano ricorda: Famedio del Cimitero Monumentale, 2/11/2015

Report di Melissa Rigoli

Foto di Marianna Capobianco

Lunedì 2 Novembre presso il cimitero Monumentale di Milano si è svolta la cerimonia d’iscrizione al Famedio di benemerite e benemeriti, che si sono distinti grazie alla loro dedizione e al loro impegno in favore della città.

famedio3Quest’anno si è finalmente reso onore a 14 figure femminili che hanno contribuito a rendere Milano una realtà moderna e rispettosa dei diritti.

Questo gesto indica un primo traguardo (di una lunga serie, si spera) verso un cammino che possa rendere giustizia alle innumerevoli favolose Donne della storia Italiana.

Al riguardo, alcune autorità del capoluogo Lombardo hanno speso parole positive: in particolare il Sindaco Pisapia, il Presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo e la Vicesindaca Francesca Balzano.

Al termine della cerimonia ci è sembrato opportuno porre alcune domande relative alla questione femminile al Presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo, che con nostro grande piacere ha affermato: “Abbiamo tanto da recuperare, quindi è giocoforza volgerci in quella direzione, e voi ci aiuterete”.

Nonostante questa iniziativa ponga l’attenzione sulla questione femminile, sono ancora presenti alcuni strascichi che evidenziano come la parità di genere non sia così scontata. In particolare è stato spiacevole notare come nell’opuscolo dedicato alle iscrizioni nel Famedio si sia dato pochissimo spazio alla vita delle 14 Donne (giusto qualche pagina finale) rispetto all’ampio spazio riservato alle descrizioni maschili (a ogni uomo è dedicata una intera pagina).

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È doveroso citare una ad una queste grandi Donne, con la speranza che possano fungere da esempio di vita per le generazioni future: Maria Montessori, una delle prime donne laureate in medicina e innovativa pedagogista di fama internazionale; alcune eroine rinascimentali quali Metilde Viscontini Dembowski, Bianca Milesi, Costanza Trotti Arconati e Clara Maffei;

Angelica Balabanoff, socialista affermata; Elvira Leonardi Bouyeure, celebre stilista milanese nota come Biki; Rosa Genoni, dalla personalità poliedrica, pioniera del made in italy nell’ambito della moda, nonché attivista politica.

Ricordiamo ancora Alessandra Ravizza, battagliera rappresentante dell’emancipazione femminile; Ersilia Bronzini Majno, fondatrice dell’asilo Mariuccia e dell’Unione Femminile; Anna Maria Mozzoni, giornalista, scrittrice e attivista dei diritti civili; Maria Maddalena Rossi, prima donna nell’assemblea costituente; Antonia Pozzi, poetessa milanese; Maria Grazia Cutuli, giornalista di guerra, inviata del Corriere della Sera, trucidata in un agguato in Afghanistan.

famedio1Per rendere onore all’eccellenza di queste figure valgano le parole attribuite a William Shakespeare:

“Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato,

per tutto questo:

in piedi, Signori, davanti ad una Donna.
E non bastasse questo, inchinatevi ogni volta che vi guarda l’anima,
perché Lei la sa vedere,
perché Lei sa farla cantare.
In piedi, Signori, ogni volta che vi accarezza una mano,
ogni volta che vi asciuga le lacrime come foste i suoi figli,
e quando vi aspetta, anche se Lei vorrebbe correre.
In piedi, sempre in piedi, miei Signori,
quando entra nella stanza e suona l’amore
e quando vi nasconde il dolore e la solitudine
e il bisogno terribile di essere amata.
Non provate ad allungare la vostra mano per aiutarla
quando Lei crolla sotto il peso del mondo
Non ha bisogno della vostra compassione.
Ha bisogno che voi vi sediate in terra vicino a Lei
e che aspettiate che il cuore calmi il battito, che la paura scompaia,
che tutto il mondo riprenda a girare tranquillo.
E sarà sempre Lei ad alzarsi per prima
e a darvi la mano per tirarvi su
in modo da avvicinarvi al cielo,
in quel cielo alto dove la sua anima vive
e da dove,
Signori,
non la strapperete mai”.
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Dols

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