Donne in crescita nelle strade di Trento

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Memorie toponomastiche di un’educazione sociale e religiosa nella Trento del XIX secolo.

Di Betti Postal

trentoUn insolito cambio di genere, che nel 2001 fa crescere l’indice di femminilizzazione odonomastica a Trento, interessa una piazzetta del centro storico, a ridosso del Duomo e vicinissima alla basilica di S. Maria Maggiore.

A farne le spese, è Stefano Bellesini, sacerdote e beato, a cui resta il nome del vicolo che congiunge la suddetta piazzetta con via Cavour. Nato a Trento nel 1794, studiò teologia a Bologna, ma rientrò nella città natale in seguito all’occupazione francese nei territori pontifici. Nel 1809 aprì una scuola gratuita per i ragazzi poveri e fu nominato ispettore delle scuole elementari del distretto di Trento. Tornò a Bologna e si trasferì poi nel Lazio dove – a Genazzano – morì nel 1840 in seguito a un contagio contratto nell’assistere i suoi parrocchiani ammalati.

Non è stata una donna trentina a sostituirlo sulle pareti della piazza, ma una religiosa bergamasca, nata nel decennio appena successivo al beato e proclamata santa da Giovanni Paolo II nell’anno stesso del cambio di intitolazione.
Fondatrice_1Teresa Verzeri fu la fondatrice delle Figlie del Sacro Cuore. A sedici anni andò a vivere nel monastero benedettino di Santa Grata. Promosse numerose iniziative in favore di bisognosi, esclusi e abbandonati, e soprattutto si adoperò nell’istruzione che non considerava un lusso, né quindi un privilegio per pochi, ma uno strumento necessario per la liberazione di tutti gli individui e soprattutto delle donne.
Mossa da questa convinzione, agì con grande determinazione e ottenne, fra l’altro, il riconoscimento del ruolo di Superiora generale, nonché l‘annullamento del veto ecclesiastico che escludeva le donne da tale ruolo. Morì a Brescia nel 1852.
La città di Trento volle celebrare la sua santificazione dedicandole uno spazio centrale e simbolico, concluso a sudovest dalla facciata del convento-convitto-scuola delle Figlie del Sacro Cuore, che a sua volta aveva ospitato la scuola femminile dalle suore Orsoline.

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