Non tutti i gusti sono gusti III

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di Elena Vesnaver

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A essere del tutto sinceri anch’io lo aspetto, faccio finta di niente, ma lo aspetto. D’accordo, ci aspettiamo tutti e due.
– Ciao.
Ma può esistere una voce più meravigliosa? Che sembra una seta attorno alla gola, una coperta in una notte fredda, una colata di cioccolato bollente sul gelato Vaniglia quando ti senti goduriosa. Assatanata, dice Olga.
– Ciao – la mia trema.
Restiamo a guardarci e immagino che sembriamo proprio due salami sorridenti, visto che la gente ci osserva stupita. Svelta, trova qualcosa di intelligente da dire, ordino alle mie rotelline inceppate, non possiamo restare qui paralizzati fino a stasera.
– Oggi fa più caldo di ieri – sì e meno di domani. Ha ragione la Olga quando sostiene che da innamorata divento scema.
– Ma dicono che sabato e domenica pioverà – anche lui non scherza.
Con un colpetto di tosse si toglie gli occhiali e si mette a osservare le vaschettone di gelatone appena fatto.
– Cosa mi consigli?
Io gli consiglierei di baciarmi e invece mi concentro sul gelato.
– Direi… Tiramisù e Cioccolato Bianco.
– Mai provato.
– Domani mi sai dire.
– Ho scuola di pomeriggio e finisco alle cinque.
– A quell’ora passo sempre di qua, prima di tornare a casa – avrei un appuntamento alle cinque e un quarto per un tre vani balcone mansarda, ma chi se ne importa.
– A domani, allora – e si allontana svagato.
Io, quello me lo sposo. Parola.

Essere innamorati non è una gran condizione di vita.
Intanto non ti interessa niente di niente.
Il lavoro? Idiozie. Non hai niente da mangiare in casa e ti sei dimenticata di fare la spesa? C’è il cinese a due passi e poi non hai appetito. Ti portano via la macchina perché hai posteggiato sulle strisce pedonali? Pazienza.
Essere innamorati persi è una gran fregatura, dice la Olga, ma è tanto bello, dico io. È un casino, ma è bello.
Non fa dormire la notte.
Procura mal di stomaco e mal di testa.
Ma come si può farne a meno?
Il guaio è che stamattina mi sono alzata con gli occhi pesti tipo rocky uno due tre e quattro e oggi pomeriggio devo essere bellissima, che diamine.
In qualche modo riesco anche a piazzare una villetta a schiera con barbecue e un attichetto senza riscaldamento, ma ho fretta e quasi gli faccio lo sconto, basta che mi lascino andare questi clienti del cavolo che non li ho mai sopportati e quasi quasi mi licenzio, sempre meglio che star qui a perdere tempo e poi sono innamorata.
Lo dice sempre la Olga che prima o dopo troverò quello che mi farà rigar dritta, chissà che felice adesso, quella strega e quante risate quando lo saprà.
E allora? Sono innamorata.

Non c’è niente di meglio che passeggiare mentre cala la sera, chiacchierare con un bell’uomo e mangiare un cono. No, non Cioccolato Amsterdam, ancora troppo presto, Bacio è la scelta giusta.
Poi, a un certo punto, scopri che non c’è molto da dire e lo scopre anche lui e l’imbarazzo vi fa ridere, cincischiare in tasca o in borsa, commentare il cappello ridicolo di uno che passa. Per intenderci, il cappello non è per niente ridicolo, ma bisogna pur aggrapparsi a qualche scusa.

<< continua>>

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